Programma supporto psicologico

Quello che segue è un programma di massima che verrà adattato al singolo individuo in funzione delle personali e uniche esigenze.
  • Test TAS-20
  • Lavoro sulle immagini mentali corporee
  • Bilancia decisionale
  • Auto-monitoraggio dell’assunzione di cibo
  • Auto-monitoraggio del peso
  • Consapevolezza emotiva
  • I devo e i voglio della vita
  • Cognizioni disfunzionali
  • Pensieri automatici
  • Tecniche di auto-rinforzo
  • Strategie per valutare il sostegno sociale
  • Tecniche di controllo degli stimoli
  • Aumento della consapevolezza dei segnali biologici di fame, sazietà, livello energetico, voglie


Test TAS-20
E’ un test utile per prendere coscienza della propria consapevolezza emotiva e della capacità di utilizzare le emozioni come segnali che guidano consapevolmente le nostre azioni. Verrà utilizzato per orientare il lavoro dello psicologo.

Lavoro sulle immagini mentali corporee
Si tratta di un lavoro sulla propria immagine corporea, su ideali ed emozioni collegate ad essa, sugli effetti emotivi e comportamentali generati da tali immagini.

Bilancia decisionale
Si mettono a confronto i benefici che si attendono dalla perdita di peso e i costi che dovranno essere affrontati per raggiungere tale obiettivo.

Auto-monitoraggio del peso
L’auto-monitoraggio del peso consiste nel valutare il peso settimanalmente, in un giorno prefissato. Si utilizza una tabella predisposta. Questa tecnica è da adottare anche al termine del programma come abitudine di vita. Monitorare il peso permette di mantenersi in un range di sicurezza di quattro chilogrammi che è quello consigliato per poter mantenere un peso costante per tutta la vita.

Auto-monitoraggio dell’assunzione di cibo
L’auto-monitoraggio dell’assunzione di cibo è una tecnica tramite cui si registra su un diario, che forniremo, la quantità e la qualità di cibo assunto, l’ora, il luogo e le circostanze (ambientali, interpersonali, emotive) che hanno influenzato il comportamento alimentare.

Consapevolezza emotiva
Un percorso attraverso il quale acquisire una maggiore competenza emotiva. Alcune persone hanno difficoltà nel comprendere la differenza tra ciò che pensano e ciò che sentono, altri sono incapaci di identificare le singole emozioni. Ogni nostra azione è preceduta da pensieri ed emozioni che ne sono il motore, una maggiore consapevolezza emotiva consente un miglior controllo delle nostre azioni.

I devo e i voglio della vita
Comprendere come il cibo rappresenti a volte il sostitutivo dei “voglio” mancanti.

Cognizioni disfunzionali
Analisi delle cognizioni disfunzionali nei confronti del controllo alimentare e dell’attività fisica, che possono essere connesse a convinzioni centrali (proprio valore, potere e amabilità); a convinzioni intermedie (attitudini, regole, e assunzioni) influenzate dalle convinzioni centrali; a pensieri automatici (cognizioni più superficiali al di fuori della consapevolezza dell’individuo), influenzate dalle convinzioni centrali e intermedie. Tali cognizioni vanno sostituite con cognizioni funzionali che emergeranno nel corso delle sedute dalla collaborazione tra paziente e terapeuta. (Beck 1995)

Pensieri automatici
Si tratta aiutare il paziente a identificare, nel corso delle sedute, quei pensieri rapidi e automatici che contribuiscono a generare sensazioni spiacevoli e comportamenti problematici. Il processo di formazione, che rendiamo con un esempio, è il seguente: situazione (pesarsi e osservare che non si è calati), pensiero automatico (Devo restringere ancora di più la mia alimentazione), reazione emozionale (sconforto), reazione comportamentale (saltare il pasto successivo), reazione fisiologica (senso di gonfiore all’addome). Il terapeuta ha la funzione di valutare e modificare insieme al paziente tali pensieri. (Dalle Grave 2001)

Tecniche di auto-rinforzo
Le tecniche di auto-rinforzo prevedono la costruzione di un sistema di rinforzo capace di fornire ricompense e vantaggi a breve termine per le modificazioni comportamentali messe in atto fino a quando esse stesse non produrranno dei vantaggi duraturi.

Strategie per valutare il sostegno sociale
L’ambiente che ci circonda da un lato disprezza chi non è riuscito a rimanere magro, dall’altro stimola con ogni mezzo a mangiare in eccesso. È importante quindi individuare chi, nell’ambiente sociale, può dare il migliore sostegno e chi invece influisce negativamente.

Tecniche di controllo degli stimoli
Il comportamento alimentare di ogni persona è suddivisibile in tre momenti (Dalle Grave 2001):
Gli antecedenti – eventi che si verificano prima di mangiare.
L’atto del mangiare – eventi che si verificano durante l’assunzione di cibo.
Le conseguenze – eventi che si verificano dopo l’assunzione di cibo.

È possibile lavorare su alcune tecniche di controllo, da applicare nei tre momenti, insieme allo psicologo.

Aumento della consapevolezza dei segnali biologici di fame e sazietà, livello energetico, voglie
Molte persone obese o in sovrappeso hanno difficoltà a distinguere le loro sensazioni biologiche di fame e sazietà. La conseguenza è che spesso non si mangia per fame ma per regole, abitudini o per gestire degli stati emotivi.
È necessario quindi un addestramento per aumentare la consapevolezza dei propri segnali biologici di fame e sazietà, del proprio livello energetico e delle proprie voglie; solo una volta diventati più consapevoli, si potrà gradualmente affidarsi ad essi per regolare il proprio comportamento alimentare.